Energia & Rifiuti

Energia & Rifiuti

Il 5 febbraio i cittadini della frazione di Cangelasio (Salsomaggiore) si sono visti sottrarre dagli addetti alla raccolta dell'immondizia, il bidone dell'umido, senza essere in alcuno modo preavvisati. Il nostro Consigliere Francesco Sozzi ha ricevuto molte telefonate di cittadini contrariati perché niente era stato comunicato al riguardo dall'amministrazione comunale. Abbiamo poi saputo dagli uffici comunali, che sono stati affissi dei cartelli ed è apparso un articolo sulla Gazzetta, dove l'amministrazione ha spiegato i nuovi cambiamenti. Abbiamo verificato cosa riportano le bacheche di Cangelasio Costa e di Cangelasio Ceriati e in nessuna delle due è affisso alcun comunicato. L'unico ad essere presente è un semplice avviso sui controlli da parte del comune sulla raccolta differenziata, affisso solo a Cangelasio Ceriati. Qualche cittadino ha ricevuto dagli addetti alla raccolta un foglietto ma non si sa bene con quali informazioni. Alla fine qualche informazione, corredata da leggende metropolitane, si è avuta. Nelle frazioni l'umido non verrà raccolto e i cittadini potranno scegliere: • se buttarlo nella frazione indifferenziata (alla faccia della raccolta differenziata) con sovrattassa • oppure se munirsi a proprie spese di una compostiera, che darebbe diritto ad uno sconto imprecisato (da qui la leggenda metropolitana di uno sconto favoloso di euro uno all'anno - e speriamo che pura leggenda rimanga), ancora in via di definizione. Si è anche saputo che ci sarà un incontro con i cittadini il 19 febbraio per informarli di quanto già unilateralmente deciso. Ma non sarebbe stato meglio informare i cittadini prima della partenza del nuovo sistema e magari sentire anche le loro opinioni? Ci chiediamo anche come mai l'amministrazione faccia partire questa azione senza neppure sapere a quanto ammonterà il risparmio dei cittadini. E ancora, mettere l'umido insieme all'indifferenziato non alzerà i costi di smaltimento dato che poi sarà necessario separare la frazione umida dalla frazione indifferenziata? Noi del M5S pensiamo che il Sindaco e i suoi esperti - o inesperti - avrebbero docuto fare molto meglio. Ricordiamo che qualche anno fa il sindaco Fritelli, assieme ad altri cittadini Salsesi del Movimento 5 Stelle, aveva preso parte ad una visita al centro di riciclo di Vedelago e si era potuto rendere conto dei vantaggi economici e ambientali che una raccolta molto spinta consente: 70% sul costo della raccolta che a Salsomaggiore porterebbe da un costo annuo per la gestione rifiuti di quasi Euro 4.000.000 a circa Euro 1.200.000. Intanto i cittadini, seriamente frustrati, contano sulla disponibilità del Sindaco a fornire un luogo ove collocare la frazione umida.
Venerdì, 24 Maggio 2013 00:00

Progetto Trattamento Rifiuti

Progetto trattamento rifiuti

Anziché parlare di "rifiuti", sarebbe opportuno cominciare a parlare di "materiali post consumo", ovvero materiali che vengono riutilizzati secondo tecniche ormai ampiamente collaudate: ricordiamo a tal proposito il "centro di riciclo di Vedelago", in cui arrivano e vengono trattati i vari materiali della raccolta differenziata nella provincia di Treviso.
Il progetto del M5S prevede il ricorso a metodi e tecniche simili a quelle di Vedelago: raccolta differenziata spinta, compostaggio domestico, incentivazioni alla gestione "virtuosa " dei materiali post-consumo.

I dati:
Lo smaltimento dei rifiuti costituisce una voce consistente dei bilanci comunali.
Per Salsomaggiore questo è particolarmente evidente: si spendono infatti oltre 4.000.000€ all'anno per questo servizio (a fronte di entrate per circa 18.000.000€ /anno), affidato ad IREN e in parte a Cooperative.
Nessuna entrata per il Comune dalla vendita dei materiali riciclati, mentre il costo della raccolta ricade per intero sui cittadini attraverso la TARSU (tassa sui rifiuti solidi urbani), calcolata al momento solo sulla superficie utile degli edifici e ignorando quindi il numero degli occupanti e le abitudini più o meno virtuose.

Il Progetto:
- Raccolta differenziata molto spinta, con immissione diretta nel mercato dei materiali raccolti e immediatamente utilizzabili fatta dal Comune stesso. In tal modo il Comune di Salso potrebbe recuperare cifre consistenti da queste vendite: basti pensare che una tonnellata di bottiglie di plastica PET viene venduta a più di 1200€ attraverso aste pubbliche, data la scarsità del materiale. Se poi le bottiglie sono separate dai tappi (venduti a parte) , il prezzo è ancora più alto.
Stesse considerazioni possono essere fatte per il vetro e per l'alluminio delle lattine, dove il risparmio di energia del riciclo rispetto all'uso del minerale primario ( bauxite) è di 10 volte. Tali materiali vanno letteralmente "a ruba" nelle aste pubbliche , data la loro scarsità e convenienza.
- La compostazione (o compostaggio?) in loco dell'umido, sia per privati che per condomini, attraverso l'utilizzo di contenitori appositi detti " compostiere": queste hanno un costo molto contenuto ( circa 150€ per un condominio, 30-40€ per una famiglia) e permettono la produzione di un terriccio molto fertile utilizzabile nei giardini e orti privati.
- Un sistema di incentivi in cui viene premiata la virtuosità e la minor produzione di rifiuti, con consistente riduzione della TARSU, cosa ben auspicata in questo periodo di crisi. Va anche ricordato che le ultime direttive della Comunità Europea vanno proprio verso questo tipo di trattamento rifiuti, in quanto raccomandano di riutilizzare tutto quanto è possibile, data la scarsità e il costo delle materie prime.
- Tariffazione puntuale calcolata non in base alla superfice utile degli edifici, ma in base all'effettiva quantità di rifiuti prodotti.
Il nostro studio - basato sui costi degli impianti di trattamento e sulle esperienze di Comuni che hanno già in atto questo tipo di trattamenti e di tariffazioni - prevede un risparmio di almeno il 70% sulla spesa di raccolta e trattamento ( risparmio calcolato: maggiore di 2.000.000€/ anno, compreso ammortamento impianti, locali ecc).
Per migliorare la convenienza di questo sistema abbiamo anche già contattato altri Comuni della Provincia di Parma con cui realizzare un bacino di raccolta il più ampio possibile e diminuire ancora ulteriormente i costi.
I beneficiari di questo risparmio saranno ovviamente i cittadini, con una diminuzione consistente della TARSU e della tassa che la sostituirà, cioè la TARES( che sarà circa il 30% più alta della TARSU).
Una parte del risparmio sarà utilizzata dal Comune per finanziare altri progetti "virtuosi" a beneficio dei cittadini.

Venerdì, 24 Maggio 2013 00:00

Iluminazione Pubblica a LED

Illuminazione pubblica

Questo progetto fa parte dei progetti ad investimento con ritorno.
E' noto come il costo dell'energia per illuminazione pubblica pesi su una parte consistente dei bilanci comunali. In particolare per Salsomaggiore il costo e' di 350.000€ /anno per i consumi elettrici e circa 45.000€ per la manutenzione dell'impianto.
Abbiamo effettuato uno studio raccogliendo i dati della rete di illuminazione pubblica e contattando varie ditte produttrici di lampioni LED per elaborare un piano di ammortamento in modo compatibile con le restrizioni imposte dal patto di stabilità.
Da questa ricerca è emerso che sono presenti circa 3500 lampade, di vario tipo: a mercurio, a Sodio ad alta pressione e a bassa pressione. Gran parte di questi elementi ( lampada + lampione) sono obsoleti, fuori norma o rientrano nella direttiva Europea per l'eliminazione dei dispositivi contenenti mercurio.
Considerazioni economiche e calcoli hanno permesso di identificare due piani di sostituzione con ammortamento a 3 o a 5 anni.
Brevemente dai calcoli fatti, quando tutte le lampade saranno sostituite il risparmio sarà di almeno 200.000€, che potranno essere investiti in altri progetti.
L'illuminazione a LED permetterà di avere una migliore qualità del servizio, eliminando l'inquinamento luminoso, l'abbagliamento e le zone oscure, ed abbattendo notevolmente il costo di manutenzione, considerando che le lampade LED hanno una durata minima di 50.000 ore contro le 5000 ore di quelle attualmente montate.
Abbiamo anche elaborato un progetto per l'illuminazione interna degli ambienti pubblici, quali scuole, uffici, palestre, biblioteca ecc.
Qui sono presenti circa 1000 lampade in gran parte ad incandescenza, con una spesa annua per l'energia elettrica di circa 27.000€.
Sostituendo anche qui tutte le lampade con quelle LED, a fronte di un costo una tantum di 15.000€, si avrebbe una spesa annua per energia di circa 12.000€, che permetterebbe un tempo di ammortamento di 7 mesi. Dopo quel periodo si risparmierebbero 15.000€ all'anno, anche questi da investire in nuovi progetti.
Ricordiamo che molti comuni, soprattutto quelli associati ai "comuni virtuosi", hanno già messo in pratica tali operazioni sugli impianti di illuminazione pubblica, con risultati pari a quelli del nostro studio, dimostrandone quindi la fattibilità e la convenienza.

PREMESSA
Il settore dell’illuminazione pubblica, attualmente, presenta caratteristiche tali da consentire la realizzazione di interventi di efficienza energetica, finalizzati al conseguimento di un consistente risparmio di energia elettrica, con conseguenti benefici in termini economici ed ambientali.
Tutti gli interventi di riqualificazione dovranno essere valutati, oltre che dal punto di vista dell’efficienza energetica ed economica, anche dal punto di vista della qualità del servizio offerto ai cittadini.

NOTA TECNICA
LED e' un acronimo inglese per " Light Emitting Diode". I dispositivi LED possono sostituire qualunque lampadina tradizionale ad incandescenza, a basso consumo, fluorescente, ecc.
Riguardo ai consumi, se compariamo i vari tipi di lampade, rispetto ad una lampadina ad incandescenza da 100W, troviamo che una lampadina a basso consumo della stessa potenza luninosa consuma 22W, mentre una lampadina a LED consuma tra 6 e 8 W.
Riguardo alla durata, la lampadina ad incandescenza ha una durata tra 1000 e 1500 ore, una a basso consumo di circa 5000 ore, una a LEd di 50000 ore.

SITUAZIONE ATTUALE
L’analisi degli impianti di illuminazione pubblica del Comune di Salsomaggiore ha richiesto la raccolta dei seguenti dati:
- numero, tipologia e potenza delle lampade;
- tipologia dei corpi illuminanti, con particolare riferimento alla loro schermatura e al loro stato di conservazione;
- consumi annuali di energia attiva e di energia reattiva, potenze impegnate e tensioni di alimentazione;
- costi annuali per il consumo dell’energia elettrica ed eventuali penali per l’eccessivo consumo di energia reattiva;
- costi annuali di manutenzione;
- modalità di gestione degli impianti ed eventuale utilizzo di riduttori di flusso o di altri dispositivi per la regolazione delle lampade.
Le principali caratteristiche degli impianti sono state fornite dal personale tecnico del Comune.
Il sistema di illuminazione pubblica del Comune si compone di circa 3.500 punti luce.
Le lampade attualmente installate sono principalmente di due tipologie a scarica in gas: ai vapori di mercurio e ai vapori di sodio ad alta pressione.
La Tab. 1 riepiloga, in quantità e tipologia, la composizione del parco Lampade. Nel complesso gli impianti di illuminazione pubblica dispongono di 681 lampade ai vapori di mercurio, di 2.730 lampade al sodio alta pressione, di 138 lampade agli alogenuri metallici.

Situazione Parco Lampade:

  • Vapori di Mercurio
    138 punti luce a 80W
    477 punti luce a 125W
    66 punti luce a 250W
  • Vapori di Sodio Alta Pressione
    401 punti luce a 70W
    108 punti luce a 110W
    1356 punti luce a 100W
    719 punti luce a 150W
    146 punti luce a 250W
  • Ioduri Metallici
    138 punti luce a 150W

Attualmente gli impianti di illuminazione pubblica sono privi di riduttori di flusso luminoso di tipo centralizzato o puntuale. Tali dispositivi sono in grado di attenuare il flusso luminoso emesso dalle lampade nelle ore centrali della notte e permettono di ottenere un buon risparmio di energia elettrica, senza
penalizzare la qualità del servizio.
Gli apparecchi utilizzati negli impianti di illuminazione pubblica del Comune si possono suddividere in tre tipologie:
- apparecchi per l’illuminazione stradale, impiegati per illuminare le zone a traffico prevalentemente veicolare;
- apparecchi da arredo urbano, impiegati per l’illuminazione delle zone residenziali e per l’illuminazione di aree a traffico prevalentemente o esclusivamente pedonale (l’aspetto estetico assume per questa tipologia particolare importanza);
- apparecchi per proiezione, impiegati nell’illuminazione sportiva e d’accento come, ad esempio, l’illuminazione di monumenti ed edifici storici.
- apparecchi per illuminazione interna locali comunali
Secondo le informazioni reperite presso gli uffici comunali solamente il 20% degli impianti di
illuminazione pubblica rispetta la normativa vigente, aggiornata successivamente alla installazione della maggior parte degli impianti del Comune. Ciò è stato preso in considerazione ai fini dell’attuale lavoro.
Nel complesso, gli impianti di illuminazione pubblica del Comune sono caratterizzati da una potenza installata (lampade e dispositivi ausiliari) pari a circa 520 kW e da un consumo annuo di energia elettrica pari a circa 2080 MWh/a.
Il periodo di funzionamento di ciascuna lampada ammonta a più di 4.000 ore annue, pari a più di 11,7 ore giornaliere.
L’importo annuo per l’acquisto dell’energia elettrica ammonta a circa 350.000 € (IVA compresa).
L’importo annuo per la manutenzione è stato per il 2011 di 36.000 + IVA

1 - ILLUMINAZIONE STRADALE
La spesa annua media per energia elettrica e' di 350.000€, + 45.000 per manutenzione impianti.
Le lampadine ( circa 3500)attualmente installate sono di vario tipo, al sodio, sodio ad alta pressione, al mercurio. queste ultime entro il 2015 saranno dichiarate fuori norma e non piu' certificabili CE, quindi andranno sostituite con altro tipo a norma.
La durata di una lampadina del tipo sopra descritto e' di 5000 ore.
Il tempo di accensione dell'impianto e' di 4000 ore all'anno. significa che mediamente vanno sostituite le lampadine quasi ogni anno. poi in realta' durano di piu', ma la luce che fanno diminuisce sempre piu'. questo e' visibile lungo le strade di Salsomaggiore, con lampadine di luminosita' e colore diversi.
Bisogna notare che l'80% dei corpi illuminanti sono fuori norma per quanto riguarda l'inquinamento luminoso, per cui andrebbero sostituiti.
Altro problema e' lo stato in cui si trova l'impianto: molti dei cavi sono interrotti e guasti, per cui per ragioni tecniche cio' da' luogo ad un consumo maggiore.
ci sono all'incirca 700 corpi illuminanti ( lampioni) a norma, le cui lampadine potrebbero essere direttamente sostituite da lampadine a LED con un costo variabile da 50 a 150€ a lampadina.
per gli altri lampioni si deve sostituire tutta la testa con una a LED. ( circa 2300 lampioni) con un costo di 400 € ciascuno.
Tecnicamente le lampadine e le teste illuminanti sono direttamente alimentabili con 220 V, senza alcun altro dispositivo. La luce che i LED forniscono e' migliore di quella delle altre lampadine e l'accensione e' immediata.

Calcolo e piano economico
La sostituzione totale dei lampioni ha un costo di 1.351.000€.
Sara' da valutare se distribuirlo in piu' anni o ottenere finanziamenti (nella situazione attuale sembra difficile per il patto di stabilita') per un acquisto iniziale di tutto il materiale.

Situazione attuale: Costo energia: 353.000 €/anno
Costo manutenzione: 45.000 €/anno
Totale 398.000 €/anno

Situazione con sostituzione totale: Costo energia 143.300 €/anno
e piano in 10 anni Costo manutenzione 0
Costo ammortamento 130.100 €/anno
Totale 273.400 €/anno
Risparmio annuo: 124.600 €


Dal grafico che segue si puo' vedere come il "breaking point" per questo progetto e' di poco meno di 4 anni, cioe' dopo i primi quattro anni si sente la convenienza.

Spesa LED 10 anni
Il grafico illustra la spesa in 10 anni

2 - ILLUMINAZIONE LOCALI COMUNALI
L'illuminazione dei locali del Comune, come uffici, corridoi, locali ricezione pubblico, ecc.
I corpi illuminanti sono costituiti da lampade a incandescenza di almeno 100W l'una, lampade fluorescenti di vecchio tipo( contengono mercurio ), lampade a basso consumo( poche in numero).
Le lampade fluorescenti dovranno in ogni caso essere sostituite perche' non a norma con le disposizioni comunitarie, data la presenza di mercurio e suoi sali all'interno.
Non esiste un sistema di interruttori crepuscolari e di regolazione, per cui spesso queste lampade rimangono accese anche in pieno giorno.
si possono sostituire con circa 15€ l'una tutte le lampadine degli uffici e locali degli edifici comunali.
la maggior parte delle lampadine sono ancora ad incandescenza. Supponendo 1000 lampadine da 100W ciascuna, con una accensione di 8 ore al giorno, per 300gg all'anno, il consumo e' di almeno 240.000KWh/anno, con un costo di 24.000€ piu' la manutenzione di circa 2000€ /anno.
sostituendo tutte le lampade con LED da 10 W, il costo dell'elettricita' e' di 2400€/anno.

Calcolo e piano economico
il costo di 1000 lampadine LED e' di circa 15.000 € .
Ogni anno si risparmiano 21600 € sulla bolletta elettrica piu' 2000 € di manutenzione.
Il tempo di ammortamento e' di 7-8 mesi mesi. Bisognera' solo valutare se operare la sostituzione completa oppure per la sostituzione graduale ogni volta che le lampade si bruciano.

Efficienza energetica: Enea presenta il secondo rapporto

“In tempi di crisi, il risparmio energetico dovrebbe essere il primo punto nell’agenda dei Partiti, e invece i provvedimenti positivi sono minati e a tempo”. Così il WWF commenta i risultati del Secondo Rapporto sull’Efficienza Energetica presentato ieri dall'Enea presso il ministero dello Sviluppo economico.

di Redazione - 24 Gennaio 2013


Sono stati presentati ieri dall'Enea i risultati del Secondo Rapporto sull’Efficienza Energetica

L'Italia è il Paese dell'Unione con la quarta migliore performance per intensità energetica. Nel 2011 si è registrata una diminuzione di 1,9 punti percentuali della domanda di energia primaria rispetto all'anno precedente. Si tratta di un “risultato rilevante” secondo il Commisario dell’Enea, Giovanni Lelli, che ha presentato il Secondo Rapporto sull’Efficienza Energetica.

“Se si proseguirà su questa via – afferma Lelli - si avranno nel giro di pochi anni significative ricadute positive sull’intera economia italiana e si apriranno reali possibilità di espansione per la green economy”.

Presentato ieri presso il ministero dello Sviluppo Economico, il secondo “Rapporto sull'Efficienza energetica” è stato predisposto dall'Enea nell'ambito del suo ruolo di Agenzia nazionale per l'efficienza energetica (Decreto Legislativo n.115/2008) per fornire uno strumento di monitoraggio e valutazione a supporto dellepolitiche energetiche nazionali.

Il risparmio energetico conseguito nel 2011 è stato possibile grazie all’adozione di tecnologie innovative. Il settore residenziale, in particolare, è quello che ha risposto meglio alle misure previste. L’introduzione di impianti ad alta efficienza e materiali con alte prestazioni, unita alla scelta di elettrodomestici più efficienti, ha favorito una riduzione del consumo di energia per abitazione pari all’8,3% nel 2010 rispetto al 2000.

Inoltre, nel settore industriale, grazie al meccanismo delle TEE (Titoli di Efficienza Energetica, ossia titoli che certificano i risparmi energetici conseguiti da vari soggetti attraverso la realizzazione di specifici interventi) è aumentata la diffusione della cogenerazione ad alto rendimento, dei motori elettrici e dei recuperi di calore dal processo produttivo. Il settore dei trasporti, infine, ha registrato un miglioramento energetico della tecnologia dei veicoli (veicoli elettrici e ibridi, pneumatici a bassa resistenza, sistemi di trasporto intelligenti).

Secondo Lelli il nostro Paese “deve ora massimizzare leopportunità puntando a superare gli obiettivi europei al 2020 e realizzando una filiera industriale”.

casa efficienza energetica
Il risparmio energetico conseguito nel 2011 è stato possibile grazie all’adozione di tecnologie innovative, in particolare nel settore residenziale

I risultati del Rapporto Enea sull'Efficienza energetica sono stati commentati dal WWF. “Tutti parlano e straparlano di efficienza energetica, in Italia, ma i fatti sono ancora decisamente troppo pochi. Anzi, per l’ennesima volta siamo costretti a fare appello al futuro Parlamento perché confermi e renda davvero efficace il 55% di sgravio fiscale per l’efficienza energetica sugli edifici”, afferma Mariagrazia Midulla, Responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

“In tempi di crisi - sostiene Midulla - occorrerebbe stimolare i cittadini e le aziende a un uso straordinariamente efficiente di tutte le risorse, a partire da quelle energetiche, nell’ambito del più ampio sviluppo di un’economia verde e rigenerativa. Quando non si ha una visione, anzi si contraddicono i propri piani e non si possiede una vera strategia, i risultati sono poi quelli che si evincono dal Rapporto ENEA”.

Il WWF ha posto l’efficienza energetica, insieme al 100% energierinnovabili, al centro del dossier “Obiettivo 2050 – Per una roadmap energetica al 2050: rinnovabili, efficienza, decarbonizzazione”, realizzato da REF –E, (Economics Engineering Energy Environment). Nel documento, l’associazione propone di diminuire i consumi del 40% entro il 2050 rispetto al 2010, con due tappe intermedie: - 5% al 2020 e -16% al 2030 con  una diminuzione dello 0,5% l’anno fino al 2020 e dell’1,2% nel periodo 2020 – 2030, introducendo un obiettivo vincolante di riduzione in termini assoluti (e non in termini relativi o indicativi come fino ad oggi previsto).

Tra gli strumenti proposti dal WWF vi sono una ‘fiscalità taglia-emissioni’ che regoli, per esempio, l’IMU sulla base della classe energetica della casa, il bollo dell’auto sulle emissioni inquinanti anzichè sui kW del veicolo e che sostituisca l’IVA sui prodotti con l’Imposta di Carbonio Emesso (ICE), ovvero la tassa sul loro contenuto di CO2 nelle varie fasi di processo.